La faiblesse du Lion
Il musicologo Piero Mioli legge Samson et Dalila di C.Saint-Saëns
Camille Saint-Saëns fa di Samson et Dalila (1877) opera una sintesi fra oratorio e grand-opéra: biblica e solenne, monumentale, quasi scolpita nel marmo e pure sfavillante di colori, brulicante di danze orgiastiche e passioni peccaminose. L’ispiratrice della parte di Dalila fu Pauline Viardot, musicista intellettuale, mezzosoprano dalla voce paragonabile, proprio secondo Saint-Saëns, all’aroma delle arance amare. Fu lei a cantare l’anteprima privata dell’opera nell’abitazione dell’autore e da allora la femme fatale filistea ha saputo contendere addirittura a Carmen la palma della seduttrice per eccellenza, le cui sinuose melodie rappresentano il cardine dell’opera, polo opposto rispetto al declamato di Samson. Proust sul letto di morte volle ascoltare “Mon cœur s’ouvre à ta voix”, massimo grado dell’ebrezza erotica: all’associazione fra il canto e il gusto dell’agrume sembra sbocciare una fleur du mal. D’altra parte, non erano i poeti maledetti anche ferventi wagneriani? E non lo era anche Saint-Saëns? Non sarà un caso, forse, se Samson et Dalila debuttò in tedesco a Weimar prima di apparire, a Rouen nel 1890, nella sua lingua originale. Non fu un successo immediato, ma i mezzosoprani (e qualche soprano) non si sono lasciati sfuggire l’occasione di eleggere almeno le tre arie di Dalila fra i loro vessilli più amati.
Incontro della rassegna Dentro l’opera 32, ciclo di incontri con il musicologo Piero Mioli per conoscere e apprezzare le opere liriche. CALENDARIO INCONTRI
Ingresso libero. Una volta raggiunta la capienza massima consentita non sarà possibile entrare e sostare in piedi.