8 maggio 2025, 21:00

Elias Rønnenfelt

Covo Club , Viale Zagabria, 1 - Bologna

Covo Club | Eventi stagione 2024/25

Elias Rønnenfelt
DNK / indie-rock / Songwriting / Escho / 

Heavy Glory è il primo album solista di Elias Rønnenfelt, che negli ultimi 16 anni è stato la voce degli Iceage, band che ha co-fondato a 16 anni. Heavy Glory è il suono della crescita vissuta lanciandosi nel mondo, creato da qualcuno i cui unici compagni costanti sono stati una penna e una chitarra. L’album racconta storie di ispirazione e perseveranza di fronte al caos, all’isolamento e all’eccesso. Il mondo che descrive è un caos luminoso, e Rønnenfelt ci è immerso dentro. E sa come starci.

Registrato a Copenaghen nel corso di un anno, Heavy Glory è stato plasmato in momenti e capitoli. Rønnenfelt suona le chitarre, mentre Dan Kjær Nielsen degli Iceage è alla batteria. Collaboratori di lunga data fanno capolino nel disco, tra cui Peter Peter, leggenda del punk danese ’77, mentre Joanne Robertson e Fauzia aggiungono contrappunti vocali in due brani. “L’ho fatto molte volte,” racconta Rønnenfelt parlando della creazione di un album, “ma catturare e cristallizzare un disco rimane un rituale unico, solo con circostanze diverse. Stiamo catturando qualcosa di difficile da trattenere.”

Le prime canzoni dell’album hanno preso forma nella primavera del 2022, in quel curioso limbo post-pandemico in cui il mondo non era né aperto né chiuso. Stanco di non poter fare musica, Rønnenfelt annunciò ai suoi fan e amici che avrebbe suonato ovunque in Europa, in qualsiasi venue, per chiunque volesse ascoltarlo. Così, in viaggio, scriveva canzoni e il giorno dopo le suonava. Sono queste canzoni, nate nei boschi e nei salotti, nelle librerie e nelle cappelle, a costituire il cuore pulsante di Heavy Glory.

L’album esplora tutto ciò che gli amanti fanno, dal più disperato al più puro. Il percorso tortuoso di Heavy Glory è attraversato da una presenza amorosa sfuggente e mutevole, che appare e scompare tra le tracce, provocando Rønnenfelt, attirandolo e respingendolo. “Like Lovers Do”, il brano d’apertura, lo supplica di essere travolto “come fanno gli amanti”. “Close” descrive la sottile linea tra gelosia e protezione, mentre “Unarmed” è un canto di resa. Con il battito incalzante di una drum machine, “Worm Grew a Spine” dipinge il ritratto di un’“imperatrice” sull’orlo dell’opportunismo, con un turbine di parole e temi che ricordano i deliri lisergici di Blonde on Blonde.


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