23 maggio 2026, 18:00

I Maestri del Martini – Modernità Barocca

Teatro Mazzacorati 1763 - Stagione 2025/2026

Il Teatro Mazzacorati 1763 ospita la prestigiosa rassegna "I Maestri del Martini" del Conservatorio di Bologna. Per l’occasione va in scena il concerto per violino solo di Grazia Raimondi. Il programma si sviluppa come un percorso per contrasti, in cui epoche e linguaggi lontani si alternano, creando un dialogo continuo tra passato e presente, tra unità e frattura del discorso violinistico. Il Preludio, passaggio rotto, andamento veloce, di Nicola Matteis apre con una scrittura libera e virtuosistica, caratterizzata da figurazioni spezzate e da un andamento veloce, che richiama una dimensione ancora vicina all’improvvisazione. Il violino si presenta qui come gesto immediato, energia in movimento. 
A questa dimensione si contrappone Scisma di Giovanni Mangano, brano scritto nel 2024 e dedicato a Grazia Raimondi. Il titolo evoca una separazione interna che si riflette direttamente nella scrittura: il materiale musicale si articola in piani espressivi differenti, spesso in tensione tra loro. Tecniche, registri e caratteri si moltiplicano, dando vita a una vera e propria drammaturgia del suono, in cui il violino sembra sdoppiarsi e mettere in discussione la propria identità unitaria.
La Fantasia n. 9 di Georg Philipp Telemann riporta a una costruzione più definita e articolata, in cui la varietà degli affetti si organizza in un discorso chiaro e strutturato. Il violino ritrova qui una dimensione di equilibrio, pur mantenendo una ricchezza espressiva interna. Con Rhapsodic Musings di Elliott Carter si entra nuovamente in un linguaggio frammentato e mobile, dove il tempo si dilata e si contrae, e il discorso musicale si costruisce come un flusso di pensiero in continua trasformazione. Il violino diventa spazio di tensione e riflessione, lontano da ogni linearità narrativa.
Il Capriccio n. 27 di Pietro Nardini introduce una scrittura in cui la cantabilità e il virtuosismo si intrecciano in modo equilibrato. La linea melodica si sviluppa con naturalezza, sostenuta da una chiarezza formale che rappresenta uno dei punti di maturità della tradizione violinistica italiana. La Sequenza VIII di Luciano Berioconclude il programma come sintesi e superamento di questo percorso. Costruita su una tensione costante tra poli opposti, l’opera richiama e trasforma elementi della tradizione, proiettandoli in un linguaggio contemporaneo di grande densità. Il violino diventa così luogo di memoria e di invenzione, in un equilibrio instabile che attraversa e riassume l’intero itinerario.
In questa alternanza di epoche e stili, il programma non segue una linea ronologica, ma mette in relazione diverse possibilità del violino solo, rivelandone la natura complessa e mutevole attraverso il tempo.


23 maggio ore 18.00

Ingresso gratuito con donazione facoltativa. Prenotazione obbligatoria a questo link

Per informazioni:
mazzacorati@succedesoloabologna.it 
Telefono 051 2840436 | Whatsapp 3345899554
www.teatromazzacorati1763.it