Sei tu | Compianto per Ustica
Attorno al Museo | La memoria non si archivia
Testo Marcello Fois
Musica Daniela Pes
In coproduzione con Fondazione ERT – Teatro Nazionale
In caso di maltempo lo spettacolo sarà spostato all’Arena del Sole
Sei tu.
C’eri, seduto al mio fianco.
Sembrava tutto così tranquillo: il cielo limpidissimo, il mare fermo, quel leggero sbalzo che anticipa le manovre di atterraggio.
Una specie di brusio trattenuto, costante. Qualche esclamazione di bimbo che fa domande sull’incredibile meraviglia di trovarsi tra le nuvole e il mare. E la strana imbarazza afasia del genitore che capisce di non saper rispondere, di essere troppo adulto per farsi francamente qualunque domanda riguardi l’essere sospesi, ingoiati da un uccello d’acciaio, tra cielo e terra e mare.
Sei tu, quel genitore.
Non lo sai, ma sei tu.
Pensi che sia successo ad altri, che sia passato troppo tempo per farci conto.
Ma sei tu.
E tu sei quel bambino.
Quella stessa domanda sul perché e sul come, nella concentrazione dell’atterraggio imminente, l’hai fatta tu.
Ma ormai sei troppo vecchio per ricordarla.
Qualche sedile più avanti sonnecchiava un uomo che aveva pensieri tristi. Così reagiva ogni volta all’insoddisfazione: con un sonno strano, non riposante, ma estraniante.
Si era imbarcato di fretta e aveva fatto appena in tempo a buttare due cose in una borsa e trovare un taxi per l’aeroporto di Bologna.
Sei tu
Anche se non puoi ricordare nulla di come fosse allora quell’aeroporto, né cosa significasse attraversare quella Bologna estiva, senza turisti, senza malìe.
E lei poi?
Al suo primo volo.
Eccitata e impaziente, con tutti che la guardano per dire che non c’è da temere, che la giornata è bella e l’esperienza talmente speciale che fa dimenticare tutto il resto.
Come nel luogo delle possibilità. Nella sospensione appunto. Più impaziente che impaurita perché all’arrivo qualcosa per lei, in lei, sarebbe cambiato definitivamente. E non si trattava dell’ansia con cui periodicamente doveva tornare a casa e rendere conto di nuovi costumi “continentali” e di qualche licenza di troppo che si imparava dalle femmine emiliane, qualche volta “scostumate”, no non ea solo quello, era anche quanto aveva da dire, da comunicare…
Se tu quella donna, con la sua impazienza, col suo segreto.
Quelle cose, segreti impazienza, no. Quelle cose non cambiano…
In occasione dello spettacolo, il Museo per la Memoria di Ustica è aperto straordinariamente dalle 20 alle 23.
Alle h 20 il Dipartimento educativo MAMbo propone una visita guidata gratuita al museo.
Prenotazione obbligatoria a mamboedu@comune.bologna.it entro le h 13 del giorno precedente.