Dewey Dell | Echo Dance of Furies
spettacolo e laboratorio condotto dalla compagnia
Il 18 novembre alle ore 21 DOM ospita Dewey Dell con Echo Dance of Furies, uno spettacolo che esplora il rapporto tra corpo, paura e memoria ancestrale, indagando il potere dell’istinto come forza capace di orientare i gesti e generare movimento.
Attiva dal 2006, Dewey Dell è una compagnia di danza e performing arts composta da Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera e dal musicista Demetrio Castellucci.
La ricerca del gruppo attraversa la danza e la performance, intrecciandosi con la musica, la videoarte e le arti visive attraverso collaborazioni con artisti provenienti da ambiti differenti.
I lavori della compagnia si distinguono per la capacità di costruire universi espressivi in cui il corpo diventa luogo di sperimentazione e di dialogo tra linguaggi artistici.
In Echo Dance of Furies, la ricerca coreografica prende ispirazione dagli ex-voto anatomici, piccole statuette votive diffuse nella cultura popolare fin dall’antichità e carichedi significati simbolici. Oggetti capaci di attraversare il tempo, superando la distinzione trapaganesimo e cristianesimo, gli ex-voto diventano il punto di partenza per un’indagine sulla paura e sulla memoria che precede l’esperienza individuale.
In questa dimensione ancestrale, l’istinto si manifesta come impulso primario alla salvezza, orientando i gesti e dando forma a una coreografia dell’allerta, in cui il corpo risponde alle minacce attraverso movimenti essenziali e primordiali.
Il 19 novembre alle ore 18 sarà possibile avvicinarsi alla ricerca artistica di Dewey Dell partecipando a La danza dell’istinto, il secondo laboratorio gratuito proposto nell’ambito della rassegna NEL LIMITE e condotto dalla compagnia.
Aperto a un massimo di 15 partecipanti, il laboratorio invita a esplorare le possibilità espressive del corpo attraversoazioni individuali e collettive, a partire da uno stato di allerta reiterato, in un equilibrio instabile tra dimensioni opposte.
Nella tensione che attraversa il corpo, sospeso tra attesa e reazione, si apre uno spazio di sperimentazione in cui il movimento prende forma e può emergere una danza generata dall’istinto individuale e dalla relazione con gli altri.