Fotografia del Fondo Marcheselli / Fondazione Cineteca di Bologna

Popular music a Bologna

Un breve compendio

Nella musica popolare Bologna vanta una solida tradizione di canzone dialettale e la paternità di un vero e proprio stile musicale e coreutico: la filuzzi, interpretazione del liscio romagnolo che si contraddistingue anche per l’uso peculiare dell’organetto bolognese; tra gli interpreti più importanti ricordiamo Leonildo Marcheselli e Ruggero Passarini. Bologna, e il suo territorio, possono rivendicare anche la paternità di un vero e proprio strumento musicale: nel 1853 viene inventata l’ocarina di Budrio, strumento popolare in terracotta dalla grande diffusione e successo internazionale.

Bologna è tra le prime città italiane a diffondere la cultura del jazz ospitando il prestigioso Bologna Jazz Festival, facendo nascere gruppi come la Doctor Dixie Jazz Band e dando vita a circoli e club dall’intensa e tuttora ininterrotta attività concertistica come la Cantina Bentivoglio; tra i musicisti di rilievo nati o adottati dalla città citiamo Henghel Gualdi, Marco Tamburini, Marco di Marco, Piero Odorici, il Collettivo Bassesfere, Paolo Fresu e l’americano Steve Grossman. Nel 2011, dove a suo tempo nacque il Disclub di Alberto Alberti, è stata inaugurata La strada del jazz, con la posa di stelle di marmo dedicate ai grandi interpreti che hanno suonato in città. 

Bologna gode di una grande tradizione nella musica leggera, tanto da poter legittimamente parlare di una vera e propria “scena bolognese” tuttora attiva e influente che annovera studi di registrazione di riferimento come Fonoprint, artisti di nascita come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Claudio Lolli, Luca Carboni, Cesare Cremonini, Angela Baraldi, Andrea Mingardi, gli Stadio e Dino Sarti o di adozione come Francesco Guccini, Biagio Antonacci, Samuele Bersani e Vasco Rossi. Senza dimenticare altri artisti di grande successo discografico come Nilla Pizzi, Giorgio Consolini, Raffaella Carrà, Dodi Battaglia dei Pooh, i Lùnapop e i produttori Mauro Malavasi e Celso Valli.

Bologna non trascura la musica per bambini: è sede del festival internazionale della canzone del bambino “Lo Zecchino d'Oro” e ha dato i natali a Cristina D’avena, a suo tempo concorrente della rassegna e maggior interprete italiana della canzone per bambini.

Alla fine degli anni settanta a Bologna nasce un’innovativa scena legata alle esperienze dei movimenti giovanili e alla contestazione, gruppi come Skiantos alfieri del “rock demenziale”, Gaznevada e etichette come Attack Punk e Italian Records, ridefiniscono in chiave punk e new wave la scena rock italiana. Negli anni successivi la città mantiene la capacità di far esordire gruppi rock dalla proposta originale come Massimo Volume e Stato Sociale, consolida e sviluppa un circuito di importanti live club come Estragon, Covo, Locomotiv e Freakout ed è pronta ad accogliere concerti che richiedono maggior capienza con l’Unipol Arena.

Dalla fine degli anni ottanta Bologna si distingue come avamposto italiano per la diffusione e definizione della cultura hip hop, ospitando luoghi come il centro sociale Isola nel Kantiere, etichette come la Century Vox e musicisti come Joe Cassano, Sangue Misto e Neffa.

Durante gli anni novanta Bologna è tra le prime città italiane a diventare un importante centro di aggregazione e diffusione per musica elettronica, club culture e sperimentazione legata alle nuove tecnologie, ospitando locali come Link, Livello 57 e TPO, festival come Distorsonie ed etichette come Irma Records. Nel 2001 nascono Netmage, trasformato poi in Live Arts Week, e nel 2008 Robot, manifestazioni internazionali dedicate alla musica elettronica e alle arti digitali.

Alla la fine del secolo Bologna diviene anche un centro di riferimento per iniziative di grande richiamo organizzando la Street Rave Parade e ospitando, all’Arena Joe Strummer, grandi festival internazionali come l'Indipendent Days, l’MTV Days e il Bologna Sonic Park.

Con il nuovo millennio Bologna si contraddistingue per la presenza in città di numerosi musicisti, agenzie, etichette e operatori del settore, di un solido circuito di live club, di storiche sale da concerto e di ampi luoghi all’aperto che ospitano artisti di tutti i generi e stili musicali, di importanti istituzioni pubbliche dedicate e di festival dal respiro internazionale legati a rock, jazz, elettronica o contaminati e votati al contemporaneo. Bologna rinsalda così la sua vocazione di città dinamica e creativa, capace di coniugare tradizione e innovazione sia nell’offerta che nella produzione e nell'analisi di contenuti musicali, mantenendo inalterata e costante la sua consolidata capacità di attrarre e accogliere professionisti e appassionati di musica da tutta Europa.

Alla storia della popular music a Bologna dal 1945 a oggi, è dedicata La Sala della Musica.