da ven 18 giugno — a dom 20 giugno

Robot Festival 2021

@DumBO

Ritorna il festival di musica elettronica e arti digitali: Borders è il tema di quest’anno

Robot Festival conferma la sua vocazione a essere esercizio di esplorazione, una pratica di ricerca nella quale, alla stessa maniera, gli artisti e il pubblico sono impegnati. Insieme devono compiere il miglio finale, riempire gli spazi, abitare gli ambienti post industriali di DumBO, una di quelle zone che spostano ancora più avanti i ‘confini’, appunto, di una città – Bologna - in continua trasformazione.

Una città che, dopo un anno complesso come il 2020 non rinuncia al piacere dell’ascolto e della scoperta, della fruizione delle musiche d’avanguardia, per le quali i ‘confini’ sono un invito continuo a perdersi nelle vertigini sonore, percorrendoli, lasciandoli alle spalle.

Borders è il tema di questa edizione, che, in maniera apparentemente paradossale, proprio quando dichiara l’instabilità delle barriere, sceglie di allestire un cartellone tutto italiano, come sempre con la direzione artistica di Marco Ligurgo. Rispondendo, da una lato, alla necessità diffusa di costruire un festival che possa finalmente valorizzare i talenti nazionali, dall’altro alla consapevolezza che quello che avviene nella scena italiana ha ormai una dimensione planetaria, per la quale la provenienza geografica è solo un fatto anagrafico. Se poi gli artisti invitati esprimono un’identità in movimento che affonda però le sue radici nella terra dove sono nati, lo decideranno gli ascoltatori.

La formula adottata è quella di focalizzare l’attenzione su tre personalità di rilievo ‘globale’ nel panorama della musica elettronica che negli anni scorsi hanno condiviso l’evolversi del festival, tutti protagonisti della scena internazionale e con linguaggi espressivi molto diversi.

A loro Ligurgo ha proposto di pensare al Festival come a una rete, una vetrina, estendendo l’invito ad artisti che sentono affini per ispirazione o anche lontanissimi per orizzonti di ricerca. In comune, la continua fuga in avanti, che è rielaborazione delle fonti, ma, come avviene con la pratica dell’improvvisazione totale, senza la nostalgia di quello che è stato.

Si tratta di Caterina Barbieri, Donato Dozzy e Lorenzo Senni ai quali il Festival ha chiesto di interpretare la ‘mutazione’ necessaria della musica elettronica che non sarà possibile ballare e deve quindi diventare performance, concerto, ambiente, partitura da ascoltare.
Il risultato è un catalogo sonoro avvincente come un romanzo di avventura, come un racconto di viaggio che si inoltra in territori svelati, rivelati, solcati. Sempre guardando a quello succede quando i confini rivelano la loro fragilità, come nel progetto special per ROBOT di Khalab, nome scelto dal dj e produttore Raffaele Costantino, per i suoi lavori che narrano un’Africa sempre più vicina. Una musica nomade che ha affascinato Peter Gabriel, che ha voluto pubblicare il nuovo disco M’Berra per la sua etichetta Real World.

Tra le performance, invece, quella site-specific pensata per lo Spazio Bianco di DumBO dei romani Salò. Decadenti, irriverenti, tragicamente contemporanei, portano in scena il lento disgregarsi di ogni certezza sociale, per la prima volta a Bologna con uno spettacolo in quattro atti dove il battere elettronico è il commento di un viaggio tra i fantastico e la cronaca.

Non mancheranno i workshop e i panel che approfondiranno i temi del festival e le installazioni artistiche allestite negli spazi di DumBO. Tra questi grande attenzione anche al live-coding come nella performance audio video e installazione interattiva [id]entity del collettivo Project-TO o nel laboratorio sulla musica algoritmica e la tavola rotonda con musicologi e compositori curati da Umanesimo Artificiale.
Infine il ritorno della sezione RBT Kids, un programma di laboratori ed ascolti pensati per i più piccoli con letture, giochi di costruzione e dj set ad hoc.

ROBOT Festival è un progetto dell'Associazione Culturale Shape, patrocinato e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Bologna e dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Robot Festival 2021

da ven 18 giugno — a dom 20 giugno
@DumBO

Ritorna il festival di musica elettronica e arti digitali: Borders è il tema di quest’anno

Robot Festival conferma la sua vocazione a essere esercizio di esplorazione, una pratica di ricerca nella quale, alla stessa maniera, gli artisti e il pubblico sono impegnati. Insieme devono compiere il miglio finale, riempire gli spazi, abitare gli ambienti post industriali di DumBO, una di quelle zone che spostano ancora più avanti i ‘confini’, appunto, di una città – Bologna - in continua trasformazione.

Una città che, dopo un anno complesso come il 2020 non rinuncia al piacere dell’ascolto e della scoperta, della fruizione delle musiche d’avanguardia, per le quali i ‘confini’ sono un invito continuo a perdersi nelle vertigini sonore, percorrendoli, lasciandoli alle spalle.

Borders è il tema di questa edizione, che, in maniera apparentemente paradossale, proprio quando dichiara l’instabilità delle barriere, sceglie di allestire un cartellone tutto italiano, come sempre con la direzione artistica di Marco Ligurgo. Rispondendo, da una lato, alla necessità diffusa di costruire un festival che possa finalmente valorizzare i talenti nazionali, dall’altro alla consapevolezza che quello che avviene nella scena italiana ha ormai una dimensione planetaria, per la quale la provenienza geografica è solo un fatto anagrafico. Se poi gli artisti invitati esprimono un’identità in movimento che affonda però le sue radici nella terra dove sono nati, lo decideranno gli ascoltatori.

La formula adottata è quella di focalizzare l’attenzione su tre personalità di rilievo ‘globale’ nel panorama della musica elettronica che negli anni scorsi hanno condiviso l’evolversi del festival, tutti protagonisti della scena internazionale e con linguaggi espressivi molto diversi.

A loro Ligurgo ha proposto di pensare al Festival come a una rete, una vetrina, estendendo l’invito ad artisti che sentono affini per ispirazione o anche lontanissimi per orizzonti di ricerca. In comune, la continua fuga in avanti, che è rielaborazione delle fonti, ma, come avviene con la pratica dell’improvvisazione totale, senza la nostalgia di quello che è stato.

Si tratta di Caterina Barbieri, Donato Dozzy e Lorenzo Senni ai quali il Festival ha chiesto di interpretare la ‘mutazione’ necessaria della musica elettronica che non sarà possibile ballare e deve quindi diventare performance, concerto, ambiente, partitura da ascoltare.
Il risultato è un catalogo sonoro avvincente come un romanzo di avventura, come un racconto di viaggio che si inoltra in territori svelati, rivelati, solcati. Sempre guardando a quello succede quando i confini rivelano la loro fragilità, come nel progetto special per ROBOT di Khalab, nome scelto dal dj e produttore Raffaele Costantino, per i suoi lavori che narrano un’Africa sempre più vicina. Una musica nomade che ha affascinato Peter Gabriel, che ha voluto pubblicare il nuovo disco M’Berra per la sua etichetta Real World.

Tra le performance, invece, quella site-specific pensata per lo Spazio Bianco di DumBO dei romani Salò. Decadenti, irriverenti, tragicamente contemporanei, portano in scena il lento disgregarsi di ogni certezza sociale, per la prima volta a Bologna con uno spettacolo in quattro atti dove il battere elettronico è il commento di un viaggio tra i fantastico e la cronaca.

Non mancheranno i workshop e i panel che approfondiranno i temi del festival e le installazioni artistiche allestite negli spazi di DumBO. Tra questi grande attenzione anche al live-coding come nella performance audio video e installazione interattiva [id]entity del collettivo Project-TO o nel laboratorio sulla musica algoritmica e la tavola rotonda con musicologi e compositori curati da Umanesimo Artificiale.
Infine il ritorno della sezione RBT Kids, un programma di laboratori ed ascolti pensati per i più piccoli con letture, giochi di costruzione e dj set ad hoc.

ROBOT Festival è un progetto dell'Associazione Culturale Shape, patrocinato e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Bologna e dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.