dal 1 gen al 31 dic 1863

Nuove sale alla Certosa

L'ing. Coriolano Monti cura l'ampliamento del cimitero della Certosa, completando la Sala Gemina e costruendo, nello stile dei Passages couverts parigini (Martorelli), la Galleria a Tre Navate.

In quest'ultima predispone uno spazio che impressiona il visitatore attraverso l'uso dell'ordine ionico di proporzioni insolite e lo sprofondamento del piano di calpestio, che obbliga alla visione dal basso all'alto delle cappelle.

La Galleria a tre navate è l'unica che l'ingegnere può erigere "senza le pastoie di dover acconciare il proprio disegno ad edifici già esistenti". Essa infatti sorge sul luogo dove erano la pescheria e il vigneto dell'antico monastero.

Ne risulta un ambiente complesso, biassiale, con la volta a botte nella navata centrale e il soffitto piano nelle laterali, una cupola emisferica nell'incrocio col transetto, anch'esso a tre navate, con la luce filtrante dall'alto. La struttura rappresenta "un arricchimento delle matrici neoclassiche", da Adam a Piranesi.

La sala Gemina è un ambiente simmetrico, illuminato da grandi lunette e scandito da colonne e lesene ioniche. Il progetto originario è di Luigi Marchesini. Nel 1873 vi verrà collocata la statua di Giovanni Contri, opera di Salvino Salvini.

A Marchesini si devono altre architetture, risalenti al primo periodo del cimitero, come il Colombario e il Loggiato delle Tombe. Sarà invece del 1878, ad opera di Antonio Dallolio, la costruzione della corsia del Colombario.

Attraverso il progetto della Certosa, "palazzo di Cnosso senza luce", Monti tenta di suggerire "le modalità costitutive della nuova trama urbana" (Gresleri).