Marco Taralli, foto di Giovanni Perfetti

Cantus Bononiae - Missa Sancti Petroni

@Basilica di San Petronio

Messa per soli, coro, coro di voci bianche e orchestra

Mercoledì 3 novembre, durante la celebrazione liturgica presieduta dall’Arcivescovo della Diocesi di Bologna, Sua Eminenza il Cardinale Matteo Maria Zuppi, si terrà la prima esecuzione assoluta di Cantus Bononiae. Missa Sancti Petroni.

Ingresso libero, apertura al pubblico ore 18.00
 

Dedicata alla figura di San Petronio, Patrono della città di Bologna, Cantus Bononiae. Missa Sancti Petroni è stata commissionata dall’Associazione Culturale Messa in Musica al Maestro Marco Taralli, compositore di fama internazionale, attivo in tutti i campi musicali, compreso quello della musica sacra e realizzata in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna.

“La composizione di una Messa - spiega il compositore Marco Taralli - è la risposta alla necessità di dare voce alla parte sacra della nostra anima con un linguaggio contemporaneo, in grado di emozionare anche nel Terzo millennio. La forma è quella classica (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei) col testo in latino e a numeri chiusi, nella più genuina tradizione delle messe del '700-'800. Perché il latino? È una lingua che genera vibrazioni da 3.000 anni, da 2.000 come lingua sacra. Ha una forza dalla quale è impossibile prescindere. A questo Ordinarium è stato affiancato un Proprium scritto appositamente per San Petronio a Bologna. Per scriverlo è stato coinvolto Davide Rondoni, che ha estratto tre testi (in italiano) dal 'Liber Paradisus'. Si sentiranno in tre momenti: nell' Offertorium, durante la Comunione e per il canto di uscita. Alle due voci soliste di timbro centrale (mezzosoprano e baritono) ho accostato un coro misto a quattro parti, che nella sua massa vocale evoca il popolo, e un coro di voci bianche, dal colore ovviamente più etereo. L'orchestra è volutamente di ridotte dimensioni (i legni sono a uno, con due clarinetti, due corni, una tromba, un trombone, due percussioni e archi adeguati a quest'organico). Ho cercato di dare un senso di essenzialità restando fedele a un principio: la musica, anche quella sacra, deve saper esprimere, raccontare, narrare. Ho provato a mettere in musica l'anima di Bologna, che è il lavoro, inteso come lavoro puro, non finalizzato necessariamente a un risultato, quel lavoro che è bello in quanto tale. Perché il lavoro è bellezza”.

La partitura musicale è stata completata nel gennaio 2021 e possiede la caratteristica di essere fruibile da un pubblico vasto, non solo specialistico, mentre alla stesura del testo di parti della Messa ha contribuito il poeta Davide Rondoni che all’Ordinarium Missae ha affiancato i versi dell'Offertorium, del canto della Comunione e del Canto di fine, ispirato ai contenuti del Liber Paradisus.

La partitura, che sarà eseguita per la prima volta in presenza del pubblico a un mese esatto dalla ricorrenza del Santo Patrono, il 22 settembre scorso è stata oggetto di un’incisione da parte della storica casa discografica Tactus, che si occuperà della distribuzione dell’opera sacra contemporanea prodotta dall’Associazione Messa in Musica.

Per l’esecuzione del 3 novembre, l’organico completo, diretto dal Maestro Antonino Fogliani sarà composto da un coro di 50 elementi, un coro di voci bianche, l’orchestra e dalle voci soliste del baritono Simone Alberghini e del soprano Veronica Simeoni, protagonisti della scena musicale contemporanea.


Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Comunale
Antonino Fogliani
- direttore
Veronica Simeoni - mezzosoprano
Simone Alberghini - baritono

Testi originali di Davide Rondoni

“Cantus Bononiae è un’opera di musica sacra contemporanea che dedichiamo a Bologna, al suo Patrono ed alla sua Basilica” afferma Annalisa Lubich presidente dell’Associazione Messa in Musica “Si tratta di un tesoro musicale che siamo sicuri non si esaurirà con questa esecuzione, ma porterà il patrimonio artistico e spirituale della nostra città fuori dal perimetro bolognese divenendo fruibile in altre occasioni e in altri luoghi sacri di grande valore, esattamente come accadeva nel XVI, XVII e XVIII secolo, l’epoca d’oro della musica sacra.”


 

Cantus Bononiae - Missa Sancti Petroni

Marco Taralli, foto di Giovanni Perfetti
@Basilica di San Petronio

Messa per soli, coro, coro di voci bianche e orchestra

Mercoledì 3 novembre, durante la celebrazione liturgica presieduta dall’Arcivescovo della Diocesi di Bologna, Sua Eminenza il Cardinale Matteo Maria Zuppi, si terrà la prima esecuzione assoluta di Cantus Bononiae. Missa Sancti Petroni.

Ingresso libero, apertura al pubblico ore 18.00
 

Dedicata alla figura di San Petronio, Patrono della città di Bologna, Cantus Bononiae. Missa Sancti Petroni è stata commissionata dall’Associazione Culturale Messa in Musica al Maestro Marco Taralli, compositore di fama internazionale, attivo in tutti i campi musicali, compreso quello della musica sacra e realizzata in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna.

“La composizione di una Messa - spiega il compositore Marco Taralli - è la risposta alla necessità di dare voce alla parte sacra della nostra anima con un linguaggio contemporaneo, in grado di emozionare anche nel Terzo millennio. La forma è quella classica (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei) col testo in latino e a numeri chiusi, nella più genuina tradizione delle messe del '700-'800. Perché il latino? È una lingua che genera vibrazioni da 3.000 anni, da 2.000 come lingua sacra. Ha una forza dalla quale è impossibile prescindere. A questo Ordinarium è stato affiancato un Proprium scritto appositamente per San Petronio a Bologna. Per scriverlo è stato coinvolto Davide Rondoni, che ha estratto tre testi (in italiano) dal 'Liber Paradisus'. Si sentiranno in tre momenti: nell' Offertorium, durante la Comunione e per il canto di uscita. Alle due voci soliste di timbro centrale (mezzosoprano e baritono) ho accostato un coro misto a quattro parti, che nella sua massa vocale evoca il popolo, e un coro di voci bianche, dal colore ovviamente più etereo. L'orchestra è volutamente di ridotte dimensioni (i legni sono a uno, con due clarinetti, due corni, una tromba, un trombone, due percussioni e archi adeguati a quest'organico). Ho cercato di dare un senso di essenzialità restando fedele a un principio: la musica, anche quella sacra, deve saper esprimere, raccontare, narrare. Ho provato a mettere in musica l'anima di Bologna, che è il lavoro, inteso come lavoro puro, non finalizzato necessariamente a un risultato, quel lavoro che è bello in quanto tale. Perché il lavoro è bellezza”.

La partitura musicale è stata completata nel gennaio 2021 e possiede la caratteristica di essere fruibile da un pubblico vasto, non solo specialistico, mentre alla stesura del testo di parti della Messa ha contribuito il poeta Davide Rondoni che all’Ordinarium Missae ha affiancato i versi dell'Offertorium, del canto della Comunione e del Canto di fine, ispirato ai contenuti del Liber Paradisus.

La partitura, che sarà eseguita per la prima volta in presenza del pubblico a un mese esatto dalla ricorrenza del Santo Patrono, il 22 settembre scorso è stata oggetto di un’incisione da parte della storica casa discografica Tactus, che si occuperà della distribuzione dell’opera sacra contemporanea prodotta dall’Associazione Messa in Musica.

Per l’esecuzione del 3 novembre, l’organico completo, diretto dal Maestro Antonino Fogliani sarà composto da un coro di 50 elementi, un coro di voci bianche, l’orchestra e dalle voci soliste del baritono Simone Alberghini e del soprano Veronica Simeoni, protagonisti della scena musicale contemporanea.


Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Comunale
Antonino Fogliani
- direttore
Veronica Simeoni - mezzosoprano
Simone Alberghini - baritono

Testi originali di Davide Rondoni

“Cantus Bononiae è un’opera di musica sacra contemporanea che dedichiamo a Bologna, al suo Patrono ed alla sua Basilica” afferma Annalisa Lubich presidente dell’Associazione Messa in Musica “Si tratta di un tesoro musicale che siamo sicuri non si esaurirà con questa esecuzione, ma porterà il patrimonio artistico e spirituale della nostra città fuori dal perimetro bolognese divenendo fruibile in altre occasioni e in altri luoghi sacri di grande valore, esattamente come accadeva nel XVI, XVII e XVIII secolo, l’epoca d’oro della musica sacra.”